Calabria. Boschi tra due mari

Itinerario 16 CALABRIA – Boschi tra due mari
Alla scoperta dei paesi e delle montagne del comprensorio della Comunità Montana dei Monti Reventino/Tiriolo/Mancuso ,in provincia di Catanzaro, a cavallo tra il mare Jonio e il mare Tirreno.
Testo di Antonio Ferraro e Alfonso Picone Chiodo
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Il mare e la montagna, gli abissi e le vette: possono sembrare ambienti lontani ma in Calabria v'è un massiccio, il Reventino, che li avvicina come pochi in Italia. Anzi dai suoi boschi si può addirittura godere la vista di due mari e perfino di alcune isole.
Il comprensorio del Reventino, infatti, si affaccia con il suo profilo ondulato sulla parte più stretta della Penisola, l'istmo di Marcellinara tra i mari Jonio e Tirreno, di appena 30 chilometri. Questo singolare gruppo montuoso è il naturale prolungamento verso ovest della Sila Piccola, con la sua catena montana che parte da monte Serralta (1246m) a monte Reventino (1417m) e monte Mancuso (1328m), come una barriera invalicabile interrotta solo dalle profonde incisioni dei fiumi Corace ad Est e Amato nella parte centrale, nelle quali si elevano, in posizione strategica sul letto dei due fiumi, rispettivamente, l'abitato di Gimigliano e quello di Tiriolo.
La catena copre, a Nord, lo stupendo pianoro ondulato sulle sponde dell'alto corso dell'Amato. Il pianoro è circondato dalle montagne anche sugli altri lati: ad Ovest dal crinale del lato sinistro del bacino del fiume Savuto, di andamento quasi parallelo al corso dello stesso fiume, a Nord dalla Sila Grande e ad Est dal displuvio tra i fiumi Melito e Corace. Dalla sua sorgente sul Reventino il fiume Amato, nel suo tratto montano, scende dolcemente da Oriente verso Occidente, per poi invertire la direzione, con un ampio semicerchio tra le gole di Serrastretta, Tiriolo e Marcellinara, immettendosi quindi nella piana lametina per sfociare nel mar Tirreno. L'altro fiume che attraversa il tratto montano, il Corace, nasce dal monte Brutto e scende con pendenza non eccessiva sino al profondo burrone esistente tra i territori di Cicala e Gimigliano, dove le sue acque, ingrossate dal fiume Melito, percorrono l'ultimo tratto in direzione Sud/Sud/Est sino alla sua foce sul mar Jonio. Sull'altopiano i due fiumi corrono quasi paralleli, a distanza tra loro di 1-2 chilometri, separati da una propaggine collinare a quota 800/900 metri. I loro corsi divergono tra Cicala e Gimigliano, in corrispondenza del masso calcareo formato in parte dal monte Tiriolo.
La profonda incisione del vallone Acciaio, affluente del Corace, divide dalla propaggine quest'ultimo monte che si erge, con le sue ripide pendici, in posizione dominante su tutto l'istmo e dalla cui sommità si abbracciano in un solo sguardo lo scenario unico ed incomparabile dei due Mari, lo Jonio e il Tirreno separati da uno stretto lembo di terra.
Tra i monti Reventino e Mancuso nasce, in corrispondenza del colle S.Mazzeo, il fiume Bagni che scende, con andamento fortemente torrentizio di direzione Nord/Sud lungo una profonda incisione della pendice montana, sul golfo di S.Eufemia. Il fiume è noto sin dall'antichità per le sue sorgenti d'acqua calda che sgorgano lungo il suo ripido bacino, usate per le cure termali sin dall'epoca greco/romana, epoca della quale la zona conserva l'antico nome mitologico di Caronte, denominazione data anche allo stabilimento di cure termali che sorge sullo stesso luogo.
UN PANORAMA SEMPRE VARIO E SUGGESTIVO
UNA VEGETAZIONE RIGOGLIOSA
In questi ambienti sono presenti il lupo, soprattutto nelle parti più alte, la volpe, la faina, la donnola, la puzzola, il tasso, il ghiro e lo scoiattolo. Il cinghiaie è stato reimmesso nel dopo guerra ed attualmente è molto diffuso. Lo scoiattolo, dal ventre bianco e il dorso nero, è un grazioso animaletto che abita in nidi, del tipo di quelli degli uccelli, ma di maggiori dimensioni, si nutre con i pinoli dei pini e lo si incontra spesso mentre sale e scende rapidamente lungo i tronchi degli alberi.
UNO SGUARDO ALLA STORIA
Il dominio dei Romani causò contro di loro tutta una serie di rivolte dato che si erano impadroniti delle più importanti risorse silane: il legname per la costruzione delle navi e la resina per il calafataggio del fasciame dei navigli. Le rivolte scoppiavano soprattutto in occasione dei Baccanali, per come è testimoniata da una tavoletta in bronzo nella quale i Romani regolavano rigidamente lo svolgimento di tali feste. La tavoletta si trova nel Museo di Vienna e una copia è in mostra nell'Antiquarium di Tiriolo, dove si possono osservare molti altri pezzi unici che testimoniano la civiltà dei Bruzi. La valle del Savuto è anche nota per la tragica morte del re di Germania Enrico VII, l'infelice figlio di Federico Il travolto, nel suo regno, dai contrasti tra i feudatari e le classi borghesi emergenti nelle città. Si schierò con la borghesia, contro il parere del padre che gli suggeriva di mediare, tenendo conto della migliore forza della classe baronale. Fu quindi deposto come ribelle e imprigionato nel castello di Nicastro. Morì nel trasferimento da Nicastro al castello di Martirano, secondo alcuni, o nel castello di Martirano secondo altre fonti. Le vicende successive si confondono con quelle del territorio regionale. Nel 1807 in Soveria Mannelli vi fu un episodio, analogo a quello dei Vespri siciliani di oltre 5 secoli prima, di rivolta popolare contro i francesi per la violenza subita da una donna di Soveria Mannelli da parte di un soldato francese. Altro avvenimento noto è quello della battaglia di Soveria Mannelli tra i garibaldini e i borbonici il 31 agosto 1860, importante perchè spianò la strada a Garibaldi verso la Campania. In realtà la battaglia cessò dopo i primi colpi con la resa del generale borbonico Ghio, alla testa di 12.000 soldati appena gli fu comunicata la notizia che il comando generale di Cosenza si era arreso ad un Comitato Nazionale formato dai gruppi liberali cosentini. L'episodio è riportato nelle memorie di Maxime Du Champ, componente dello Stato maggiore di Garibaldi.
PAESI RICCHI DI TRADIZIONE
Gli abitati delle quote più alte, Carlopoli, Soveria Mannelli, Decollatura, Conflenti e Martirano Lombardo, sono di epoca relativamente recente, essendosi formati dopo il secolo XV dai raggruppamenti di casali, contrade e case sparse.
Di più antica data sono i paesi di Cicala e Gimigliano, a Nord/Est, di Tiriolo, Miglierina, S.Pietro Apostolo, Serrastretta, Platania e le frazioni di Lamezia Terme sulle pendici del versante sud, Falerna, Nocera Terinese, Martirano e Motta S.Lucia lungo le pendici Ovest che degradano sulla sponda sinistra del fiume Savuto. Gizzeria, e altri abitati sull'Istmo, sono paesi fondati da popolazioni albanesi, intorno alla metà del XV secolo, i cui primi gruppi giunsero in Calabria con l'esercito di Demetrio Reres, inviato da Skanderberg in soccorso di Alfonso I d'Aragona per domare la rivolta dei baroni. L'ubicazione di tali abitati fu dettata da motivi di strategia, in posizione dominante sulla piana lametina, analogamente a quella dei paesi d'origine albanese delle piane del Neto e di Sibari.
Dopo la fase della grande emigrazione si nota sempre di più lo sviluppo delle attività produttive, soprattutto nel settore della commercializzazio-ne e della trasformazione dei prodotti agricoli sempre legate ad una tenace tradizione. Carlopoli è caratterizzato dalla lavorazione del latte con i suoi pregiati latticini, Cicala è noto per la sua specializzazione nella lavorazione e commercializzazione delle castagne e marroni esportati anche in Europa e Nord/America. Conflenti è rinomato per la produzione dolciaria, ad esempio i mustaccioli a base di miele e le grispelle, ciambelle di patate e farina fritte.
In Tiriolo vi è un artigianato di qualità per la lavorazione dei famosi vancali, scialli in lana o seta, di 'pezzare', di strumenti musicali antichi e altri di carattere artistico. A Serrastretta è fiorente la tradizionale produzione artigianale di sedie esportate anche all'estero, attività che si è conservata malgrado la tumultuosa emigrazione dei decenni scorsi, al contrario di quanto avvenuto in altre realtà calabresi. Soveria Mannelli, oltre che di una serie di piccole e medie aziende produttive, è sede di una filanda che produce coperte con filati e manifattura tradizionale e di una casa editrice di rilevanza nazionale.
I visitatori possono venire a contatto delle suggestive tradizioni di ciascun paese in numerose occasioni. Ad esempio, nel periodo natalizio gran parte degli abitanti di Decollatura sono coinvolti nell'allestimento di un caratteristico presepe vivente. Molto coinvolgente per attori e spettatori è anche il dramma sacro, detto 'a' Pigghiata', che si recita in vari punti dei paesi di Tiriolo e di S.Pietro Apostolo. Chi verrà a Nocera Terinese nel periodo della Settimana Santa non deve perdersi la processione dell'Ad-dolorata e il rito dei 'Vattienti' o della 'flagellazione'. L'ultima domenica d'agosto a Conflenti si celebra la festa della Madonna della Quercia sulle pendici del monte Reventino. Essa è preceduta da una novena con la partecipazione di migliaia di pellegrini provenienti da tutta la Calabria ed oltre. Altra ricorrenze liturgica, di rilevanza comprensoriale, è la festa della Madonna di Costantipopoli, venerata nel Santuario di Porto, a Gimigliano; la cui celebrazioni inizia la domenica di Pentecoste e continua fino al martedì successivo; di notevole richiamo è anche il pellegrinaggio del 25 Aprile
LA CUCINA, UN MISTO DI FANTASIA E SAGGEZZA
Per quanto anche le carni di coniglio, agnello e capretto siano molto apprezzate, è quella di maiale a fare da padrona sulle tavole. Infatti essa ricorda l'uccisione del maiale che anche qui viene vissuta quasi come una festa collettiva dal sapore magico/religioso per il susseguirsi di banchetti rituali in cui si gustano le 'frittule', ottenute mettendo a bollire la carne di maiale in un grande calderone, rallegrati dall'ebbrezza del vino rosso locale. Inoltre, si sa, dal maiale si preparano dei saporitissimi salumi che si lasciano stagionare per alcuni mesi, come il capicollo, ricavato dalla parte vicina al collo dell'animale, le salsicce e le soppressate al cui impasto si aggiunge, oltre il sale, la conserva di peperone rosso, dolce o piccante.
Tra i formaggi ricordiamo oltre alla già citata squisita ricotta salata e affumicata anche le tenere e delicate ricotte di latte di vacca, pecora e capra, vendute in cestini conici di giunchi intrecciati, chiamati 'fuscelle', e i 'burrini' fatti con burro finissimo rivestito di caciocavallo. Dai menù dei ristoranti non mancheranno le trote e le anguille o i pesci del mare antistante la costa locale, come i 'surici' di forma piatta e dalle carni sode e bianchissime, ottimi fritti nell'olio.
Al termine del pasto non si possono non assaggiare le 'crocette', fatte con cuore di noci e fichi secchi profumati da bucce di mandarino o i tipici dolci. Il più caratteristico è quello che si prepara a Pasqua, la 'cuzzupa', ciambella decorata da uova sode; degli altri dolci molti risalgono alla tradizione greca, soprattutto quelli con il miele, già citati dal poeta Teocrito negli 'Idilli', mentre una squisita torta, la 'pittanchiusa', è di origine araba, con frutta secca e spezie racchiuse da sottili sfoglie di pasta.
Nel campo turistico sono sorti esercizi della ristorazione e ricettivi di gran pregio, nonché confortevoli aziende agrituristiche.
GLI ITINERARI
Per conoscere questo splendido territorio bisogna immergersi nelle sue foreste, lungo le pendici e le vette del monte Reventino, del monte Mancuso e di tutta la corona di cime del lato sud del pianoro di Decollatura. Suggestivi percorsi sono costituiti dal greto dei fiumi: lungo gli alti corsi dell'Amato e del Corace, nella valle dei mulini nel tratto dell'Amato tra Tiriolo, Miglierina e S.Pietro Apostolo, nella faggeta di monte Contrò presso Serra/stretta, sul circuito a nord dell'abitato di Soveria Mannelli e di Decollatura.
Questa Comunità Montana, diversamente da molte altre nel sud Italia, si è distinta per la progettazione e la realizzazione di un'ampia rete di sentieri. Oltre alla segnaletica accuratamente disposta grazie alla quale non v'è difficoltà per l'orientamento, l'escursionista troverà numerose aree attrezzate, fonti, piccoli rifugi, pannelli esplicativi. Gran parte dei percorsi seguono stradelle in terra battuta, sono di breve durata e quindi accessibili anche al camminatore meno allenato ed ai bambini. Tuttavia i numerosi collegamenti fra di essi consentono spesso l'elaborazione personale di itinerari più lunghi e quindi soddisfacenti anche per l'escursionista più esperto ed esigente. Un ulteriore supporto è fornito dall'ottima guida pubblicata dalla Comunità Montana ove sono descritti tutti i percorsi con foto e cartografia relativa e che si può richiedere ad essa gratuitamente. Per chi poi volesse saperne di più ed essere accompagnato da un esperto conoscitore dei luoghi sono disponibili guide escursionistiche.
Infine nei pressi di Tiriolo transita il Sentiero Italia che in questo tratto attraversa l'Istmo di Catanzaro, il punto più stretto d'Italia, spartiacque tra il Tirreno e lo Jonio.
I percorsi possibili sono pertanto numerosi. Ci limitiamo a descriverne due: il primo sul monte Mancuso, il secondo (che consente numerose varianti) sul monte Reventino.
Monte Mancuso
Difficoltà
: TDislivello
: - 247 m; + 480 mTempo di percorrenza
: 7 oreAcqua potabile
: Piano Canto, Fossa del Lupo, Rifugio Caserma Forestale di Falerna, Rondinella e Campo BombardaAccesso
: lasciata la s.s.18 DIR in località Campo Dorato si attraversa l'abitato di Gullieri raggiungendo la località Aguglieri da dove si gode un'ottima vista sul Tirreno. Si prosegue tra campi coltivati per poi entrare in una fitta pineta e giungere all'area attrezzata di Piano Canto da dove può avere inizio l'escursioneDescrizione
: oltre Piano Canto si incontra l'area attrezzata di Cozzo Stragola, affacciato sul mare, e Piano di Stia, un bel pianoro elevato. Dopo Piano dell'Aglio si attraversa un fitto bosco di faggi adulti, con apertura di punti panoramici sul mare. A Fossa del Lupo vi è un'area attrezzata con una bella fontana in muratura di pietrame. Si attraversa quindi un bosco di pino nero, dove è facile vedere i velocissimi scoiattoli lungo gli alti fusti degli alberi. A Piano del Corvo la vista si allarga su tutta la fascia costiera in corrispondenza della foce del Savuto. A Campo Bombarda, termine dell'escursione, è presente una vasta area attrezzata che invita ad una lunga sosta per ammirare il suggestivo paesaggio della valle del Savuto.
Altri itinerari disponibili presso
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Un trenino tra i Monti della Calabria
Il monastero agostiniano di Campodorato
Il Convento fu fondato ed eretto dal Beato Francesco Zumpano nella seconda metà del 1400. lì fabbricato era dotato di due chiostri, uno grande ed uno piccolo, con torrette di guardia a guisa di fortilizio. lì Convento era detto popolarmente di S. Maria di Campo Arata, dell'ordine di S. Agostino, della Congregazione dell'Osservanza degli Zumpani, da cui dipendeva.
lì fabbricato fu danneggiato dal terremoto del 1783. In conseguenza di questo disastroso cataclisma, che colpì gravemente la Calabria, Ferdinando IV di Borbone, con decreto del Maggio 1784, ordinò 'che tutti i monasteri, le cui famiglie al tempo del detto terremoto non raggiungessero i dodici individui, fossero aboliti (esclusi quelli dell'ordine di Malta), e le rendite devolute allo Stato ed amministrate dalla Giunta della Cassa Sacra (R.D. 14Giugno 1784)'.
lì Convento fu compreso nell'elenco di quelli da sopprimere. L'esodo definitivo dei monaci avvenne però nel 1792. Attualmente rimane solo il bel portale con la scalinata, l'abside decorata da costoloni di tufo modanati, due affreschi di artisti napoletani del 1529 visibili sulle pareti della navata.
Nell'esame artistico dei frammenti del Monastero di Campodorato, si deve tener conto che, trattandosi di un monumento sorto ad opera dei monaci il cui culto per la povertà improntò potentemente lo spirito della Regola, si ebbero piuttosto schemi compositivi privi di qualsiasi decorazione, anzi francescanamente semplici: quasi compendio sapiente di vita austera e sobria, tradotta in un divino cantico di pietra.
L'abbazia di S.Maria di Corazzo
| NOTIZIE UTILI
COME ARRIVARE Con l'aereo: dal vicinissimo aereoporto di Lamezia Terme.Con il treno:
Con l'auto: Autostrada A3 Salerno –Reggio Calabria (quattro svincoli autostradali consentono il rapido accesso alla Comunità Montana). Altre strade statali collegano Lamezia Terme e Catanzaro con vari paesi. Autolinee: alcune partenze da Lamezia Terme.
Quando andare Ogni stagione é buona per camminare, basta solo evitare la neve nelle località più alte dove si può incontrare solo per brevi periodi in inverno.
Cosa vedere I centri storici meglio conservati con palazzi caratterizzati da lavorazioni artistiche in ferro battuto (vedi le lavoratissime ringhiere dei balconi) e bei portoni lignei, pregevoli chiese, resti di fortificazioni e di torri di guardia, ruderi di ville romane e tracce storiche risalenti all'età paleolitica. Interessanti le numerose sagre durante tutto l'anno e da vedere i bellissimi costumi antichi delle donne anziane, le pacchiane di Tiriolo e gli altri oggetti di artigianato.
Dove alloggiare Come già accennato le possibilità di alloggio sono molteplici e capaci di soddisfare diverse esigenze. In tutti i paesi esistono uno o più alberghi. Alla Comunità Montana si può inoltre richiedere I'opuscolo con l'elenco delle aziende agrituristiche, alcune aperte tutto l'anno, altre solo nella stagione estiva, che offrono un ottima cucina casereccia. Chi preferisce l'Ostello della Gioventù lo troverà a Soveria Mannelli (tel. 0968/666079 - 662115).
Bibliografia
Indirizzi utili |
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